CRISTINA DEL BASSO:IL CALENDARIO? UN PUNTO DI PARTENZA

“Il calendario era tra i miei desideri però non è un punto d’arrivo ma di partenza. Comunque nonostante io sia sicura di me e del mio corpo e ami stare al centro dell’attenzione, inizialmente ero imbarazzatissima: spogliarsi davanti a dieci persone non è mai facile. La cosa bella è stata l’aver lavorato con grandissimi professionisti che sono riusciti a farmi sentire a mio agio; non mi sono sentita gli occhi addosso nemmeno per un attimo”. Un’esperienza facile quello del suo (vendutissimo) calendario senza veli per Cristina Del Basso, sicuramente più “rilassante” di stare per mesi rinchiusi nella Casa del GF: “Ci sono rimasta novantanove giorni – ha dichiarato ad “Ecco” – durante i quali sei sempre a contatto con altre persone, 24 ore su 24. Io amo comunicare e stare in mezzo alla gente ma ogni tanto ho bisogno di stare da sola con me stessa, di leggere, ascoltare musica o magari prima di addormentarmi la sera scrivere qualche pagina di diario. Queste sono le cose che mi sono mancate”. Non sono mancati però gli aspetti positivi: “Partecipare mi ha anche fatto crescere. Sei costretto “lì dentro” a una profonda conoscenza interiore, un faccia a faccia con le tue debolezze e punti di forza: tutte le certezze che fino a quel mo- mento ti eri costruito scompaiono improvvisamente”.
UOMINI E DONNE Lei ha sempre avuto rapporti difficili con ambo i sessi (“Nella vita ho sempre incontrato persone che si avvicinavano a me per interesse: gli uomini fingevano di essermi amici per poi provarci, le donne un po’ mi invidiavano e cercavano di mettermi i bastoni fra le ruote, oppure tentavano in ogni modo di emularmi”) e spesso per difendersi ha dovuto tirare fuori gli artigli: “Ho sofferto per questo perché io ci metto sempre 1’anima ma se intuisco che c’è della cattiveria nei miei con- fronti divento dieci volte peggio della persona che ho davanti. Proprio grazie alla mia forte sensibilità riesco ad arrivare nei punti che fanno più male, è un’ arma a doppio taglio”, ma puoi sempre contare sui consigli dell’unica amica: “Ho una sola amica da dieci anni, Silvia. Praticamente la persona che mi conosce più del mio diario, anche perché capita molto spesso che io pensi e scriva in terza persona: cerco di guardare gli avvenimenti dall’ esterno, cercando di uscire dai “miei panni” e ciò mi consente di essere più obiettiva, più lucida e meno coinvoltaIl calendario era tra i miei desideri però non è un punto d’arrivo ma di partenza. Comunque nonostante io sia sicura di me e del mio corpo e ami stare al centro dell’attenzione, inizialmente ero imbarazzatissima: spogliarsi davanti a dieci persone non è mai facile. La cosa bella è stata l’aver lavorato con grandissimi professionisti che sono riusciti a farmi sentire a mio agio; non mi sono sentita gli occhi addosso nemmeno per un attimo”. Un’esperienza facile quello del suo (vendutissimo) calendario senza veli per Cristina Del Basso, sicuramente più “rilassante” di stare per mesi rinchiusi nella Casa del GF: “Ci sono rimasta novantanove giorni – ha dichiarato ad “Ecco” – durante i quali sei sempre a contatto con altre persone, 24 ore su 24. Io amo comunicare e stare in mezzo alla gente ma ogni tanto ho bisogno di stare da sola con me stessa, di leggere, ascoltare musica o magari prima di addormentarmi la sera scrivere qualche pagina di diario. Queste sono le cose che mi sono mancate”. Non sono mancati però gli aspetti positivi: “Partecipare mi ha anche fatto crescere. Sei costretto “lì dentro” a una profonda conoscenza interiore, un faccia a faccia con le tue debolezze e punti di forza: tutte le certezze che fino a quel mo- mento ti eri costruito scompaiono improvvisamente”.
UOMINI E DONNE Lei ha sempre avuto rapporti difficili con ambo i sessi (“Nella vita ho sempre incontrato persone che si avvicinavano a me per interesse: gli uomini fingevano di essermi amici per poi provarci, le donne un po’ mi invidiavano e cercavano di mettermi i bastoni fra le ruote, oppure tentavano in ogni modo di emularmi”) e spesso per difendersi ha dovuto tirare fuori gli artigli: “Ho sofferto per questo perché io ci metto sempre 1’anima ma se intuisco che c’è della cattiveria nei miei con- fronti divento dieci volte peggio della persona che ho davanti. Proprio grazie alla mia forte sensibilità riesco ad arrivare nei punti che fanno più male, è un’ arma a doppio taglio”, ma puoi sempre contare sui consigli dell’unica amica: “Ho una sola amica da dieci anni, Silvia. Praticamente la persona che mi conosce più del mio diario, anche perché capita molto spesso che io pensi e scriva in terza persona: cerco di guardare gli avvenimenti dall’ esterno, cercando di uscire dai “miei panni” e ciò mi consente di essere più obiettiva, più lucida e meno coinvolta

(via leggo)

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Pubblicato il agosto 13, 2009, in Uncategorized con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Il punto D’arrivo??? La cabina di un AUTOTRENO:/

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