E’ morto Mike Bongiorno icona della tv italiana

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La notizia è di pochi minuti fa: si è spento, a 85 anni, il mitico conduttore televisivo Mike Bongiorno. Il decesso è avvenuto a causa di un infarto mentre si trovava a Montecarlo. Mike stava preparando la nuova edizione di Rischiatutto su Sky, per rilanciare il suo volto dopo il benservito di Mediaset.

ROMA – Mike Bongiorno è morto. Un infarto lo ha fermato a 85 anni, era a Montecarlo. Una notizia che coglie tutti di sorpresa. C’era da sempre, non aveva età. Se ne va un bel pezzo di storia della televisione italiana. Che lui ha contribuito in gran parte a inventare, rivoluzionare, arricchire, cambiare. Prima, importando dagli Stati Uniti il quiz televisivo. Poi, dando vita a format innovativi e a uno stile “diverso” di fare tv. E’ stato conduttore, autore, partigiano, intrattenitore, scrittore, scalatore, imprenditore, produttore. Indimenticabile il suo “Allegria!”. Celebri le sue gaffe. Lascia la moglie, Daniela, e i tre figli Michelino, Nicolò e Leonardo. Si preparava a un nuovo debutto: quello con il quiz Riskytutto su Sky, dove era approdato dopo la scadenza del contratto con Mediaset. E dove aveva conosciuto una seconda, formidabile giovinezza al fianco di Fiorello: prima negli spot tv, poi con le incursioni nei suoi show. “Con lui – aveva raccontato a Repubblica – farei qualunque cosa. Ci inventiamo tutto noi, e ci divertiamo un sacco”.

L’infanzia e la guerra. Michael Nicholas Salvatore Bongiorno nasce a New York il 26 maggio del 1924. Sua madre è torinese, suo padre italoamericano. Si trasferisce in Italia ancora bambino, fa le scuole a Torino, durante la Seconda guerra mondiale lascia gli studi e si unisce alle formazioni partigiane: parla l’inglese, è perfetto come staffetta per comunicare con gli alleati. Catturato dai nazisti, trascorre sette mesi nel carcere di San Vittore (vicino di cella di Indro Montanelli), in seguito viene trasferito prima nel campo di Bolzano poi in quello di Mauthausen. Si salva grazie a uno scambio di prigionieri fra Germania e Stati Uniti.


Il successo in Italia. Tornato a New York, dal 1946 lavora per la radio del quotidiano “Il progresso italoamericano” nel programma Voci e volti dall’Italia. Torna in Italia, definitivamente, nel 1953, chiamato a lavorare alla neonata televisione. E inaugura il primo giorno di trasmissioni, il 3 gennaio del 1954, con il programma Arrivi e partenze.

Lascia o raddoppia?. Il programma che decreta il suo successo è Lascia o raddoppia? (1955), ispirato all’americano “64000 dollars”. Il riscontro di pubblico va al di là di ogni previsione. Chi non possiede un televisore in casa – e all’epoca sono in tanti – si incontra nei bar, il quiz diventa un momento di aggregazione popolare, quando il programma va in onda le sale cinematografiche chiudono i battenti. “Anche in Italia gli ‘uomini che sanno tutto’ hanno incominciato la corsa ai milioni”, scrive allora Sorrisi e canzoni. La visione del programma è un rito collettivo. Umberto Eco ne coglie la portata sociale e alla fine degli anni Sessanta l’analizza nel suo saggio Fenomenologia di Mike Bongiorno: le radici di tale successo, scrive Eco, sono nella “mediocrità assoluta” del personaggio, nella quale lo spettatore “vede glorificato e insignito ufficialmente di autorità nazionale il ritratto dei propri limiti”.

I grandi successi. Da quel momento ogni suo programma è un trionfo. Da Campanile sera (1960) a Caccia al numero (1972), da La fiera dei sogni (1963-1965) a Giochi in famiglia (1966-1967), da Ieri e oggi (1976) a Scommettiamo (1977) a Flash (1980). Con Rischiatutto (1970-1974) – uno dei programmi più importanti di Mike – per la prima volta vengono introdotti in tv l’elettrocnica e gli effetti speciali. Nasce la figura della “valletta parlante”, Sabina Ciuffini.

L’incontro con Berlusconi. Fondamentale l’apporto di Bongiorno alla nascita e all’ascesa delle tv private. Risale alla fine degli anni Settanta l’incontro con Silvio Berlusconi. Oggi lo ricorda come “un grande amico”. All’epoca, per la sua Telemilano – la futura Canale 5 – sceglie i personaggi allora più noti e apprezzati del piccolo schermo: Mike Bongiorno, ma anche Corrado, Raimondo Vianello e Sandra Mondaini. Mike ha frequentato il modello americano, conosce le regole del marketing e per primo introduce, nei programmi della tv di Berlusconi, le sponsorizzazioni. Si apre una nuova, importante fase della sua carriera, con un successo che gli vale la vicepresidenza di Canale 5, nel 1990. “Se fosse nato in America potrebbe fare il presidente”, disse una volta di lui Berlusconi. Ed è di provenienza americana anche il game show che gli vale un nuovo, duraturo trionfo (oltre tremila puntate): La ruota della fortuna.

Conduttore, attore, scalatore. Una carriera lunghissima e senza sosta, quella di Bongiorno (non a caso ribattezzato SuperMike), che lo ha visto anche condurre per ben 11 volte il Festival di Sanremo, fare l’attore – interpretando se stesso – in alcuni film come C’eravamo tanto amati, Il giudizio universale, Totò lascia o raddoppia?, Sogni mostruosamente proibiti, Ragazze d’oggi, I miliardari. Inarrestabile anche nelle passioni private, era partito nel 2001 – quindi a 77 anni – con una spedizione diretta al Polo Nord. Nel 2004 l’allora presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, gli aveva conferito l’onorificenza di Grande Ufficiale dell’ordine al merito della Repubblica.

L’approdo a Sky. Negli anni recenti Bongiorno si era dedicato alla conduzione di Genius e Il migliore, due quiz su Retequattro, mentre nel 2007 era tornato in Rai per presentare la 68esima edizione di Miss Italia, insieme a Loretta Goggi. Nel 2008 era uscita la sua autobiografia La versione di Mike. Alla fine del 2008 il suo contratto con Mediaset era scaduto e, lo scorso marzo, era stata ufficializzata la firma del suo contratto con Sky.

Addio Mike, con te se ne va un bellissimo pezzo di storia italiana.

(fonti gossipblog e repubblica)

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Pubblicato il settembre 8, 2009, in Uncategorized con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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